LXV.

By Luigi Tansillo

O della terra nobil pellegrina,

Che sol per adornarla vi scendeste,

Alma reale il cui valor celeste

Quanto fortuna oltraggia, il mondo inchina;

Se qual alma sul cielo si destina

Tra lieti cori, e qual tra schiere meste

Sotterra a lacrimar, mentre per queste

Strade terrene mortal piè cammina,

Conoscer puossi a' buoni, e rei presaggi;

Ben ho da paventar, quand'io mi moia,

Ch'eterno duol laggiù mi s'apparecchi;

Poiché fuggo da voi, ne' cui bei raggi,

Ad esempio del cielo, han doppia gioia

L'alme intente, e per gli occhi, e per gli orecchi.