LXV

By Pietro Bembo

Qual meraviglia, se repente sorse

del volgar nostro in te sì largo fonte,

Strozza mio caro, a cui del latin forse

vena par non bagnava il sacro monte?

Sì rara donna in vita al cor ti corse

per trarne fuor rime leggiadre e conte,

che poria de le nevi accender foco

e di Stige versar diletto e gioco.