LXV

By Torquato Tasso

Eran velati i crespi e biondi crini

e 'l bel vermiglio e 'l candido colore,

e la bocca che spira un dolce odore

fra perle orientali e fra rubini;

e breve spazio dentro a' suoi confini

rinchiudea Maestà, grazia et onore,

e solo in voi si discopriva Amore

e da voi saettava, occhi divini;

e tanto m' abbagliò la vista ardita

che pien di maraviglia e pien d' oblio

non conobbi lo stral né la ferita.

“Lasso, deh, chi m' inganna?” allor diss' io;

“Lumi sereni de la oscura vita,

s' erro vostra è la colpa, e 'l danno è mio”.