LXVI

By Berardino Rota

O sposa, o donna del mio core, a Dio,

a Dio tre volte! Ahi, perché tanto amici

furo a te sola i fati, a noi nemici,

il tuo veloce, il piè nostro restio?

Tu di man tolta al mondo, al van desio

che ne governa, a gli atri ed infelici

giorni del secol reo, chiari e felici

ne meni i lustri al gran raggio di Dio.

Era ragion che nova stella in terra

splendessi tu, che ’n piè l’humana scorza

stesse, qual la memoria illustre ed alma.

O d’empia morte ingiuriosa forza,

qual man sì cruda un sì bel sole atterra?

Quando hebbe il ciel più chiara e nobil alma?