LXVI
Se con lor fieri turbi
né l'aquila né l'austro ti disturbi,
aura, sì inanzi movi
l'ali tue accese dai sospiri miei
che madonna ritrovi,
e, con susurro grato,
poscia che tu sarai congiunta a lei,
del mio misero stato
e di cotanti omei
falla ben certa, com'i' ben vorrei.
Scotiti nel suo seno,
non men di gel che di bellezza pieno;
dalle di questo ardor sol una dramma,
e agghiacci poi, se può, ne la mia fiamma.