LXVI

By Luigi Da Porto

Quanto non pianse mai sopra le salse

Acque, madonna, alcun, vo piangend'io,

E de l'immenso amor pagando il fio

Che a quel portai, che più che 'l mondo valse.

E se vivendo già di lui mi calse,

Or più che mai men cal, poi che salìo

Il bel suo spirto al ciel, là onde uscìo,

Lasciando voi, per cui tanto arse et alse,

E me, cui fu sì caro, in doglia e in pianto,

Con la vita a disdegno, e con desio

Di null'altro parlar fuor che di morte.

Ahi mondo infido, che prometti tanto

E nulla osservi; ahi nostra dura sorte,

Come potrò senza lui viver io?