LXVII

By Gaspara Stampa

Chi porterà le mie giuste querele

al mio signor, al gran re franco appresso,

d'ogni rara eccellenza essempio espresso

e, fuor ch'a me, a tutti altri fedele?

Aure de' miei sospir, voi che le vele

de' miei caldi disir gonfiate spesso,

sarete il mio secreto e fido messo,

onde 'l mio stato a lui sol si rivele.

E, se la lunga e faticosa via

vi sbigottisce, venga con voi anche

la poca e nulla omai speranza mia.

E, s'egli avien ch'ancor essa si stanche,

quando dinanzi a l'idol nostro fia,

tornate a me, ch'anch'io conven che manche.