LXVII

By Giovanni Boccaccio

Poscia che gli occhi mia la vaga vista

hanno perduta, il cui lieto splendore

ciaschedun mio desir caldo d'amore

facea contento in questa valle trista,

dove più noia chi più vive acquista,

non curo omai se del dolente core,

alma, ten vai, perciò che 'l mio dolore

non regolerà mai discreto artista.

Anzi ten va, ch'io, che solea cantare,

non vo' pascer l'invidia di coloro

a' quai doler solea la mia letizia.

Vatten adunque omai, non aspettare

d'esser cacciata, e altrove ristoro

prendi, se puoi, di questa mia trestizia.