LXVII

By Giuseppe Parini

Ho visto i geroglifici d'Egitto

la sfinge e l'arsmagna ed il caosse,

che tutt'infuriati in un conflitto

si davan delle sudice percosse.

Chi sosteneva che 'l presente scritto

contien drento i giudizi di Minosse,

e chi diceva che propio descritto

il lapis filosofico ci fosse.

Facevano un rumore, un chiasso, un frullo,

battendosi gli scudi e le loriche,

ch'egli era proprio a vedergli un trastullo.

A soccorrere ognun le parti amiche

son corsi i libri di Raimondo Lullo

e le iscrizioni e le medaglie antiche;

colle sciocche e mendiche

carte di tali che l'antiquario fanno,

e interpretan le cose che non sanno.

E armate ancor vi vanno

tutte unite le mummie in un museo

e la romana guglia e 'l culiseo,

con dietro un gran corteo

di tumuli, obelischi, archi e colonne

e simulacri d'uomini e di donne

coll'armi e colle gonne.

Ma poichè disputato ebbono un pezzo,

non trovando a capir nè via nè mezzo,

conchiusono al da sezzo

ch'è d'uopo, per capir opra sì bella,

che cavinsi all'autore le cervella.