LXVII

By Ludovico Leporeo

Piansi sul Tebro e sospirai su l'Arno,

E m'arse l'alma un Mongibello interno,

Gelai di state ed avvampai nel verno,

Né dramme di mie fiamme unqua scemarno.

Fremo di sdegno indegno, e m'ango e scarno,

Ché degli amanti fui constante scherno,

Né mai di guai volse la rota il perno,

Ché soffrii e servii sord'aspe indarno.

Le selve e belve i miei lamenti udirno,

E 'l bosco tosco e 'l bel latin contorno,

E con Eco i pastor meco languirno,

E vicino al confino del mio giorno

Benigni i bianchi cigni ivi s'unirno,

E nenie pie, dolci elegie cantorno.