LXVII

By Pietro Bembo

Né tigre sé vedendo orbata e sola

corre sì leve dietro al caro pegno,

né d´arco stral va sì veloce al segno,

come la nostra vita al suo fin vola.

Ma poi, Gasparro mio, che pur s´invola

talor a morte un pellegrino ingegno,

fate sia contra lei vostro ritegno

quel, ch´Amor v´insegnò ne la sua scola,

spiegando in rime nove antico foco,

e i doni di colei, celesti e rari,

che temprò con piacer le vostre doglie;

tal che poi sempre ogni abitato loco

parli d´ambo duo voi, né gli anni avari

se ne portin giamai più che le spoglie.