LXVII
Visin, visin, visin,
chi vuol spazzar camin?
Alli camin, signora
chi li vuole spazzare,
spazzar dentro e di fòra,
chi gli vuol ben nettare:
chi non ci può pagare,
ci doni pane o vin.
Se madonna comanda
che si spazzi per tutto,
al fin da ogni banda,
pel molle e per l’asciutto,
tanto è soave frutto
nostro spazzar camin.
Ricordàmi l’altriere
spazzarlo a una donna:
la mi donò da bere,
quella gentil madonna,
la mi prende la gonna
e donommi un carlin.
Se vi fusse bene alto
la filiggine un brazo,
come dentro vi salto,
tutta la notte spazzo,
tanto è di buono razo
nostro spazzar camin.
La nostra è gentil arte,
l’altre non son covel:
ch’è calzolaro o sarte?
le son tutte frittel;
mille belle zitel
ci fan spazzar camin.
Camin che non si spazza
presto s’appiza il foco;
non è cosa dispiaza
quando è in cucina il coco;
è necessario gioco
nostro spazzar camin.
Camin quando è spazzato,
egli è pulito e bello,
e puossi star da lato
con lo suo pignatello
e far del figatello
colle castagne o vin.
Madonna, se bisogna,
no’ vel vogliam spazzare;
e gli uomin che han rogna
non fan se non grattare;
vogliànci accomandare
alli vostri camin.