LXVIII

By Agnolo Firenzuola

Or sì che caro ci è 'l nostro soggiorno,

Or sì che noi goderem l'aure estive

Securi e lieti, e per le ombrose rive

Tempraremo il calor del mezzogiorno.

Or ci si gira il ciel benigno intorno,

Or il nostro pensier forza è ch'arrive

Al disiato fin; l'aure nocive

Or sì che fian lontan la notte e 'l giorno:

Poi che 'l dolce Martel con quel suo canto,

Che forse ugual non ha 'l celeste coro,

Celebra gli onor nostri infra le genti.

O bel Bisenzio, ecco l'età de l'oro

Su le tue rive, ecco quei dolci accenti

Cantar te, lodar degni il Tebro e 'l Xanto.