LXVIII

By Berardino Rota

Stringa più d’hor in hor la mente, il core

il dolce marital caro mio nodo,

ch’oltre ogni essempio in disusato modo

diede esca e forza al mio fatale ardore.

Egli sol m’accompagni a l’ultim’hore,

poiché solo per lui mi glorio e godo

de’ propri danni, e benedico e lodo

il primo colpo che mi diede Amore.

Santo legame, che mi festi in terra

godere il ciel, di cui già mai non feo

concorde voglia il più soave o forte,

e tu, sacro verace almo Himeneo,

non mi lasciate anchor polve e sotterra,

mal grado del sepolchro e de la morte.