LXVIII
Civette, e Pipistrelli, e tal ragione
D'Uccelli, c'hanno più del nuovo pesce,
Sol perché Febo agli occhi lor rincresce
Gli appongon, che non paga mai pigione.
E i nugoli lo mettono in prigione,
Ma pel ghiribizzar, che gli riesce,
Per le finestre serrate se n'esce,
E fugge nelle braccia d'Orione.
Gallina cappelluta senza cresta,
Conoscer non si può quand'è castrata,
Se non l'è fatta la terza richiesta.
Che Tullio fu trovato in Camerata
Con sugo di bambagia in una cesta,
Che lo vendeva in scambio di Giuncata.
Questa cosa è provata,
Come dice Boezio al quarto testo,
Chi vuol vin dolce non imbotti Agresto.