LXVIII

By Francesco Beccuti

— Perché accendesti a la divina face

dei celesti occhi il tuo desio terreno,

ti lego a questo sasso e 'l più rapace

augello scelgo a divorarti 'l seno.

Non sai tu quel ch'avvenne al troppo audace

Prometeo? E forse l'error suo fu meno.

In te l'esempio rinnovar mi piace

per porre ad ogni temerario il freno. —

Così dicendo, qui mi chiuse e strinse

di Giove il figlio e con la propria mano

mi pose al cor questa vorace cura:

ma quel fuoco immortal per sua natura,

ancor che manchi 'l nudrimento umano,

per accidente alcun già non s'estinse.