LXVIII

By Giovan Battista Nicolucci

Move pietà le pietre,

e spetrar non potrà quel cor soperbo

che sotto sì begli occhi è così acerbo?

In colle non è sasso o in selva foglia,

acqua in fonte, erba in prato, o fiera in speco

che la mia cruda doglia

meco non senta e non se 'n dolga meco.

Questo mi giova e invita

a sostentarmi in vita

e a conforto sperar da chi m'addoglia,

ma quel che poi mi noce,

quel che poi de l'atroce

essilio mio ne la memoria serbo,

d'ogni sostegno mi recide il nerbo.