LXVIII

By Giovanni Prati

Quando tu sogni e nel silenzio è spento

il pispiglio d´ogni aura e d´ogni fronda,

vedi tu mai nel ciel che ti circonda

un vermiglio di spade ondeggiamento?

odi tu mai sotterra, odi nel vento,

di galoppi un vasta eco profonda?

Sono i fieri tuoi padri, erula bionda,

che sopra Roma fulminati io sento.

Non ti turbar. Tu rivedrai domani

l´are sovverse, e in cima al Palatino

picchierai forse le superbe mani.

Non attender però ch´io ti rampogni

bella inimica. In ciel tesse il destino

i natali e la morte a´ più gran sogni.