LXVIII
Donne, stateci ascoltare:
stamaiuol siamo e lanini;
no’ paghiàno sol di fiorini
a chi a noi vorrà filare.
Di questa arte siàn maestri,
ciaschedun seco ha il garzone:
caricargli e’ son pur destri
solamente in sul groppone;
chi fuggir vuol passione,
come noi usi di fare.
Chi ha fare con esso noi,
non si duol giammai del peso;
e però vegnàno a voi,
come ciaschedun ha inteso,
tutti col volere acceso
v’arrechiàn da lavorare.
Fatto abbiàn grossi pennecchi
d’olio gocciolanti e mezzi:
quando i filatoi son secchi,
che son del filar divezzi,
se ne fare’ mille pezzi:
l’olio pur gli fa girare.
Deh, sappiate, gentil dame,
al pagar larghi noi siàno;
quando riabbiàno lo stame,
donne, noi ci rallegriàno:
pigliate ’l pennecchio in mano
e cominciatelo a filare.
Quando piú stretto si tiene,
meglio i bioccoli fuor getta,
perché l’olio gli mantiene
morbidetti e me’ si netta:
càdene la goccioletta,
con dovizia può gettare.