LXX – Chiabrera

By Giacomo Leopardi

Del mio Sol son ricciutegli

I capegli;

Non biondetti, ma brunetti:

Son due rose vermigliuzze

Le gotuzze;

Le due labbra, rubinetti.

Ma dal dì ch'io la mirai

Fin qui, mai

Non mi vidi ora tranquilla:

Ché d'amor non mise Amore

In quel core

né pur piccola favilla.

Lasso me, quando m'accesi,

Dire intesi

Ch'egli altrui non affliggea,

E che tutto era suo foco

Riso e gioco,

E ch'ei nacque d'una Dea.

Non fu Dea sua genitrice,

Com'uom dice:

Nacque in mar di qualche scoglio:

Ed apprese in quelle spume

Il costume

Di donar pena e cordoglio.

Ben è ver ch'ei pargoleggia,

Ch'ei vezzeggia,

Grazioso fanciulletto;

Ma così pargoleggiando,

Vezzeggiando,

Non ci lascia core in petto.

Oh qual ira, quale sdegno!

Mi fa segno

Ch'io non dica; e mi minaccia.

Viperetta, serpentello,

Dragoncello,

Qual ragion vuol ch'io mi taccia?

Non sai tu che gravi affanni

Per tant'anni

Ho sofferti in seguitarti?

E che? dunque lagrimoso,

Doloroso,

Angoscioso, ho da lodarti?