LXX. LA VIOLA.

By Vincenzo Monti

Pallida violetta,

Nel cui smorto color

Lo stato del mio cor

Si manifesta;

Viola pallidetta,

Sai tu che voglia dir

L'improvviso sospir

Che in sen si desta?

Ben d'innocente fiore

Colori e foglie hai tu,

E odorosa virtù

Che i sensi avviva:

Ma, nel trattarti, il core

Mi palpita così,

Ch'altra mai non sentì

Fiamma più viva.

La delicata e bella

Man che alla mia ti diè

Dell'aurea rosa in te

Pose la spina.

Io la raccolsi: e quella

Sì dentro mi piagò,

Che tutta ne tremò

L'alma meschina.

Ma per cagion sì cara

M'è dolce il sospirar;

Nè la spina cavar

Cerco dal petto.

Nè mi dorrò che avara

Sia meco di pietà

La possente beltà

Che il cor m'ha stretto.

Beato assai son io

Di vederla e tacer,

E tacendo goder

Di sì gran bene.

Tu non tradir, fior mio,

L'arcano del mio cor;

Ma scaldami d'amor

Queto le vene.