LXX

By Domenico di Giovanni

Le rubeste cazzuole di Mugnone,

E mastro Serze, e gli altri cavadenti,

In India pastinaca, tra' Serpenti,

Hanno trovato cattiva pascione.

E quando l'ore s'odon sì, e none,

Vanno in quel mezzo imbasciatrici a' venti

Dell'oriuol, mandate con presenti,

Che non faccin sì volgere il Lione.

Ma se 'l pan fresco col caldo si cuoce,

Perch'hanno le cicogne i piè sì lunghi,

E trema a mezza state lor la voce?

Poni in mezzo il taglier, sì ch'io v'aggiunghi;

Se non che sbavigliando a braccia in croce

Farò piover ranocchi, e nascer funghi.

Acciò ch'io mi dilunghi,

Se la Pecchia cacasse quanto il Bue,

Il mel ravvilirebbe a tre per due.