LXX

By Giovambattista Marino

L'altro spazio contien l'effigie vera,

quando, con sen vermiglio e viso smorto,

dala vorace e formidabil fera

lo sventurato giovane vien morto;

e come scesa dala terza sfera,

la dea piagne il suo bene, il suo conforto

come Amor spezza l'armi, e quanto poi

canta il nostro Filen ne' versi suoi.