LXX

By Giuseppe Parini

Voi avete a saper, buone persone,

come il nostro ser Cecco è innamorato,

io dico il nostro ser Cecco Ceccone;

doh pover'uomo! ch'egli è un peccato.

Egli è venuto maghero e spolpato,

che gli traluce il fegato e 'l polmone,

e se gli vede andar per ogni lato

tututto il budellame a processione.

E caccia fuor quegli occhi, e fa una cera

ch'e' per ch'egli abbia visto Satanasso

e l'orco e la beffana e la Versiera;

e va gridando in istrada: — Oimè lasso! —

come fece il Petrarca quella sera

o mattina, ch'e' fu tratto in conquasso:

però che, giunto al passo

u' quel furbo d'Amor tendeva il laccio,

fu preso come un merlo, il cristianaccio!

Io dico: — Avaccio avaccio,

noi vedremo ser Cecco ad ammalare

e non poter nè bere nè mangiare,

e le calze tirare;

però che Amor gli ha fatto una ferita

ch'è larga almeno quattro o cinque dita!

Onde d'aver più vita

non ci sperare più, ser Cecco mio,

se non per un miracolo di Dio. —