LXX

By Iacopo Sannazaro

O di rara virtù gran tempo albergo,

alma stimata e posta fra gli Dei,

or cieco abisso di vizi empi e rei,

ove, pensando sol, mi adombro e mergo,

il nome tuo da quante carte vergo

sbandito sia! ché più che i' non vorrei

è per me noto; ond'or da' versi mei

le macchie lavo, e 'l dir polisco e tergo.

Di tuoi chiari triunfi altro volume

ordir credea; ma per tua colpa or manca,

c'ucel notturno sempre aborre il lume.

Dunque ne andrai, tutta assetata e stanca

a ber lo oblio de l'infelice fiume,

e rimarrà la carta illesa e bianca.