LXXI

By Francesco Beccuti

Caracciol mio, se l'amorosa chiave

del laberinto che 'l cuor vostro intrica,

fosse a la mano ond'io vi scrivo amica,

per voi si volgeria dolce e soave;

ma fortuna che ciò dato non m'have,

dà in poter vostro (convien pur che 'l dica)

l'altra che m'apre la prigione antica

ed in carcer mi chiude assai men grave.

Fate dunque per me quel ch'io vorrei

per voi potere, ed appo voi mi vaglia

il desio di giovarvi in vece d'opre;

se de' passati gravi affanni miei

tanto vi dolse, or del mio ben vi caglia,

poi che 'l mio petto ogni pensier vi scopre.