LXXI

By Giacomo Lubrano

Benché a la sfera altier il Foco aneli,

e mostri al lume ambizion di stella,

pur di pabolo vil fame rubella

l'abbassa a divorar aridi steli.

Vergognoso avviluppa, onde si celi,

fosche bende di fumo; e non par quella

la vampa che spargea limpida e bella,

mentre si volge a paglie, e lascia i Cieli.

Così de' voti umani arso il desio

per istinti de l'alma in alto aspira,

nato a goder l'eternità d'un Dio.

Poi da caduchi beni ebro delira;

e 'l Paradiso ancor posto in oblio,

sol per incenerir si strugge e spira.