LXXI

By Giovanni Prati

Da ignota patria e da parenti ignoti

costui procede; e, come passa appena

su le ceneri d´Argo e di Micena,

sorgono i re dell´Asia e i sacerdoti.

Sorgono; e il dado è tratto, e nell´arena

scendono a torme i dorici nipoti;

e su l´are agli dèi lacrime e voti

spargerà indarno la fatal Lacena.

Ilio è in faville, è spento Ettore, è doma

la gran Dardania; a l´ardua Itaca Ulisse

riede, e nel cor d´Enea s´agita Roma.

E già nel Lazio la frigia aquila romba;

e, arcano augurio a le seconde risse,

squilla sul Celio la meonia tromba.