LXXI

By Giusto de' Conti

Ora che il Sol s'asconde, et notte invita

Al dolce sonno ogni animal terreno,

Al freddo cerchio d'ombra, al ciel sereno

Arde il mio cor dolente, et chiama aita.

Poi pensa la cagion della ferita

Acerbamente ascosa nel mio seno,

Et rivolgendo ognior la scerne meno,

Tanto è la sua virtù vinta et smarrita.

Tal che non sa pensar se è fiamma o doglia

Quel che mi strugge et arde a parte a parte,

O pure altro martir che sì m'incende.

Or se a conoscer quel gli manca l'arte,

Che fia nella cagion, che a ciò m'invoglia,

Che al remo è più celata, et men s'intende?