LXXI

By Luigi Borra

Come a l'horror de' furïosi venti

sin che non scorge 'l provido nochiero

tutto turbato di Nettun lo 'mpero

ogn'hor si vede assecurar le menti,

così (giusta cagion de' miei tormenti)

la degna fiamma, 'l desir pronto e vero

smarrir non pon dal bel dritto sentiero

in dubbi motti col latrar le genti.

E perché sempre senza nebbie et ombre

l'aere fosco illuminar d'intorno

fu vista quella che 'n mio cor s'indonna,

scorrerà 'l bel Tesin verso la Sonna,

né mai con l'ALBA si vedrà far giorno,

qualhor fia lingua che mia fede adombre.