LXXII

By Benvenuto Cellini

Un Alessandro già dominò 'l mondo;

né credo mai che fussi ingegno tale

qual voi, che più d'ogni vivo immortale

valete a tal ch'ogn'uomo è a voi sicondo.

Non son di ingegno sì alto e profondo

che solver possa un dubbio: sol mi vale

bronzo, oro e marmo, in cui il bene e 'l male

isculto mostro qual so, bello e giocondo.

Se non peccava il primo padre nostro,

saremmo stati manco, e senza ingegno:

così siàn divi in terra e 'n ciel sicuri.

Ci ha con suo voglia Iddio 'l segreto mostro,

e quel col sangue suo riscosse 'l pegno:

del cercar più profondo or che ti curi?