LXXII

By Ascanio Pignatelli

Di pure fiamme, o del mio cor beatrice,

Ardo, e più non desio, né chieggio, o spero,

Ché temprato in se stesso il mio pensiero

Ne' suoi casti desir si fa felice;

Non brama ei già quel che bramar non lice,

Fallace bene instabile, e leggiero,

Ma gode in voi di quell' eterno, e vero,

Ch' a voi stessa negargli si disdice,

Beato ben, che 'n sé de' proprii affetti

Le cure acqueta, e già non cura o teme

Che scemi il vostro orgoglio i suoi diletti,

E quasi germe a voi congiunto insieme

Da la vostra honestà celesti, e schietti

Frutti produce di celeste seme.