LXXII

By Domenico di Giovanni

Un nugol di Pedanti Marchigiani,

Ch'avevano studiato il Pecorone,

Vidi venire in ver Settentrione,

Disputando le leggi colle mani.

Non più feroci corson gli Africani

A sfibbiar la corazza a Scipione,

Com'i Zoccoli, poi che l'Acquazzone

Faceva scuoter già le pulci a' cani.

E gli Ungheri eran forte impauriti,

Che le vespe gli avean rotti, e sconfitti,

E cogli aghi del cul tutti feriti.

L'Imperador gridava, nitti, nitti:

Chi ha mal d'occhi mangi de' penniti,

Come recita Ovidio nel Disitti.

Molti ne furon scritti

Di Giudici, e Pedanti sì scorretti,

Ch'hanno maggior la foggia, che i becchetti.