LXXII

By Giacomo Lubrano

La già bella di Caria al suo Mausolo

fe' del vedovo sen tomba vivente.

Le reliquie d'Amor ceneri spente

sorbì piangendo ad animarne il duolo.

Alme fedeli, a voi la sparsa al suolo

di funebre terren polvere algente,

tutto che sozza e fral, con porvi mente,

può vèr l'Eternità spingervi a volo.

Se la beve il pensier trasfonde al core

spirti di vera gloria; e fa che Sorte,

non pena sia la brevità de l'ore.

È vicino a goder l'Uomo consorte

non so che di divin, quando a sé mòre,

ché spiana al Ciel le vie polve di morte.