LXXII
Della mia QUERCE amata, or come, or quando
cinta vedrassi l'angosciosa fronte
ch'ognor più largo fonte
riversa lagrimando?
Lasso, io pur notte e dì lagrime spando,
ma che fulmini prezza
del ciel, non ch'onda o vento
di mio tormento Amor per sua durezza.