LXXII

By Giuseppe Parini

Da un tal che pare una mummia d'Egitto,

ma più fiero dei draghi e i coccodrilli,

che va via per istrada ritto ritto

sì che pare appuntato sugli spilli,

deh! guardatevi, o genti, chè 'l suo vitto

è di quel dei legati e de' pupilli:

e non va poi nell'operar sì dritto,

ma è pien d'invenzioni e di cavilli.

Ei non istima coscienza un'acca,

e pur ch'egli arricchisca la sua schiatta,

cerca render l'altrui povera e fiacca.

Ei mi s'appicca come una mignatta,

e dal mio sangue mai non si distacca

s'io v'adoprassi l'ugne d'una gatta.

Per me la cosa è fatta.

Se mai non viene un diavol che lo grappe

direttamente in mezzo delle chiappe,

sicch'egli non iscappe,

e dar gli faccia un maledetto crollo,

finchè si rompa un dì l'osso del collo.