LXXII

By Luigi Da Porto

Era di bianca seta e d'or fregiato

Il leggiadro ornamento del bel piede,

Sovra del qual si move, parte e riede,

Quella a cui di bellezza il pregio è dato.

Mia ventura et Amor me n'avea ornato,

E fatto sì felice e ricco erede,

Che s'io tenea più strette le mie prede,

Esser non potea mai se non beato.

Da me tornasti, a cui di me non cale,

Tu che il bel piè ricopri e porti il peso,

Più grato che non fôra alcun sostegno.

Deh perché non ebb'io di Perseo l'ale

Per fuggir teco, o prezïoso pegno?

Pur da mille miei basci fosti offeso.