LXXIII (78)

By Luca Contile

Sciapica, se gran tempo indarno andaro

i miei pensier fra 'l più superbo stuolo

de' terrestri piaceri, or io gl'involo

al mondo, sol per darli al ciel più caro.

Pur che da l'alto venga alcun riparo

ne' miei bisogni, per cui temo e colo

il padre eterno, dando luoco al duolo

per sciormi dagli error che mi legaro.

Così come io nel cor puro e sincero

cerco Cristo scolpir ch'or prego e chiamo,

chiamara' lo ancor tu fin che risponde.

Che chi de' suoi peccati è tristo e gramo

e sprezza 'l senso, ove ogni mal s'asconde,

fugge il pensier fallace e segue il vero.