LXXIII

By Agnolo Firenzuola

Sopra il balcon, che assai più che 'l soprano

Ne mostra chiar quel sol, ch'io pur vorrei,

Per riguardarlo fiso, esser colei

Che pose a Giove il bel pincerna in mano,

È nata un'erba; e voglia Amor che invano

Sia 'l timor che m'ingombra il cor per lei,

E quel che imaginaro i pensier miei,

Tosto che apparse a gli occhi il cesto strano.

E se la verde fronde a speme scorge

Il debil cor con bocca di lione,

I steril fior fan poi ch'ei la smarrisca.

Qual caso adunque a la vil pianta porge

Tanta baldanza? O qual fiera cagione

Ch'appresso a sì bel sol nascere ardisca?