LXXIII

By Benvenuto Cellini

Posandomi oggi alquanto nel mio nido,

dal greve ferro più che 'l dover lasso,

pensando al tempo a dietro e quel che io passo,

né so ancor dove io me stesso guido.

Sol un pensier più alto in ch'io mi fido,

che tutti meco girno al mortal passo:

però disposto io son venirmi a spasso

vosco a cena, signor, con quel gran Guido.

Voi di Cristo, poi di Platone e quello

Aristotil che 'nfra più dotti ha 'l vanto,

d'Ipocrate e Galen, man di natura,

ragionar sentirò: io di scarpello,

d'argento, d'oro e bronzi, in fin che 'ntanto

il dolce cibo i pensier vani oscura.