LXXIII

By Giovambattista Marino

Licida poi, che grand'invidia n'ebbe,

due cose che nel ver ben rare sono,

perché donarla a Mirzia sua vorrebbe,

m'offerse, in cambio di sì nobil dono:

d'acero un vaso in cui nessun mai bebbe,

e que' bei flauti ch'han tremante il suono.

A lui, ch'ancor n'ha sdegno, io la negai;

e tu, se ti fia in grado, in don l'avrai.