LXXIII

By Giovan Battista Strozzi il Vecchio

A la mia QUERCE altera,

nelle cui fronde orate

e bei rami d'avorio, verno e state

zefiro scherza insieme e primavera:

non s'appressi pastor, gregge né fera,

ma ninfe e dive adorne,

e sempre ivi soggiorne, e in altro loco

non già mai, Grazia, Amor, Diletto e Gioco.