LXXIII

By Giovanni Della Casa

Grave d'aspre e rie cure, in voce mesta

scoprasi l'alma e di dolore accesa,

or che l'amata vista a me contesa

m'ingombra di temenza atra e funesta.

Perché a scampar nessun rimedio resta

fuor che madonna, mia miseria intesa,

prenda consiglio a mia giusta difesa,

tornando, onde a partir troppo fu presta:

ch'io di fé vera esempio, a strana vita

meno i miei giorni dispettosi e lassi,

pien d'amor, fuor di speme, in pianto e ira.

E sanar l'alta mia mortal ferita

ella de', che la fece, e lunge stassi,

e l'arco Amor pur a mio strazio tira.