LXXIII

By Giusto de' Conti

Né pianto ancor, né priego, né lamento

Giamai contra costei mi valse o vale:

Et io seguendo vo sempre il mio male;

Et par che di mia morte sia contento.

Doglioso et stanco, et d'affanno lento,

Come uom trafitto da pungente strale,

Vo lagrimando dietro a cui non cale,

Et per campagne et boschi caccio il vento.

Così tutto il mio tempo all'ombra, al sole

In van sospiro, in van ritento in versi

Da questa fera l'ultimo soccorso.

Ma che giova, alma trista, ognior dolersi?

Non cura nostre doglie, né parole

Costei che in vista umana ha cuor d'un orso.