LXXIII

By Pietro Bembo

A quai sembianze Amor Madonna agguaglia,

dirò senza mentire;

pur ch´altri non s´adire,

o ´n mercede appo lei questo mi vaglia.

Un sasso è forte sì, che non s´intaglia;

altro per sua natura

empie, e giamai non sazia, occhio che ´l miri.

Così contenti lascia i miei desiri,

sazj non già, di quella petra dura,

che d´ogni oltraggio uman vive secura,

la dolce vista angelica beatrice,

de la mia vita e d´ogni ben radice.

Là dove ´l sol più tardo a noi s´adombra,

un vento si diparte,

lo qual in ogni parte

i boschi al suo spirar di fronde ingombra,

che la fredda stagion dai rami sgombra.

Così de lo mio core,

ch´è selva di pensieri ombrosa e folta,

quand´ogni pace, ogni dolcezza è tolta,

però che sempre non consente Amore,

ch´un uom per ben servir mieta dolore,

del suo dolce parlar lo spirto e l´aura

subitamente ogni mio mal restaura.

Nasce bella sovente in ciascun loco

una pianta gentile,

che per antico stile

sempre si volge inver l´eterno foco.

Or poi che mia ventura a poco a poco

tanto inanzi mi chiama,

farò quasi fanciul, che teme e vòle:

come quel verde si rivolge al sole

e lui sol cerca e riverisce et ama,

s´io potessi adimpir antica brama,

similemente et io sempre amaria

l´alto splendor, la dolce fiamma mia.