LXXIV

By Francesco Beccuti

Se non è morto in tutto 'l bel disio

che vi fe' sospirar sì dolcemente,

caro mio bene, e se vi torna a mente

ch'io son pur vostro e foste ancor voi mio,

salutate per me le piagge ov'io

con voi m'assisi e ragionai sovente,

e siavi contra la stagione ardente

schermo il pensar a quel verno aspro e rio;

dite a quei boschi, or di lor veste adorni,

che dianzi erano ignudi, e 'l sol non dorme

per far lor cangiar vista in pochi giorni:

così convien che voi muti e trasforme;

ma che curo io che 'l viso un altro torni,

se sta l'animo saldo al mio conforme?