LXXIV

By Giosue Carducci

O Severino, de' tuoi canti il nido,

Il covo de' tuoi sogni io ben lo so.

Ondeggiante di canape è l'infido

Piano che sfugge al curvo Reno e al Po.

Da gli scopeti de la bassa landa

Pigro il pizzaccherin si rizza a volo:

Con gli strilli di chi mercé dimanda

Levasi de le arzàgole lo stuolo,

Stampando l'ombra su per l'acqua lenta

Ove l'anguilla maturando sta.

Oh desio di canzoni, oh sonnolenta

Smania di sogni ne l'immensità!

Oh largo su gli alti argini del fiume

Risplender rosso de l'estiva sera!

Oh palpitante de la luna al lume

Tenero verdeggiar di primavera!

Quando i pioppi contemplano le stelle

Innamorati con lungo sospir,

Ed un lontano suon di romanelle

Viene da' canapai lento a morir!

Allor che agosto cada, o Severino,

E chiamin l'acqua le rane canore,

Noi tornerem poeti a l'Alberino,

Tutti solinghi in bei pensier d'amore;

Ed a' tuoi pioppi ne le notti chete

Noi chiederem con desïosa fé:

– O alti pioppi che tutto vedete,

Ditene dunque: Biancofiore ov'è?

Siede in riva a un bel fiume? o il colle varca

Tessendo al capo un cerchio agil di fiori?

O dentro una sestina del Petrarca

Beata ride i nostri vani amori? –