LXXIV

By Giovanni Della Casa

Novo fattor di cose eterne e magne,

le prove ascolta or de la donna mia:

ov'ell'è non può star fortuna ria,

né là dove ragiona unqua si piagne.

E purch'un poco a mirar lei rimagne,

coi dolci lampi al sommo ben t'invia,

né dopo hai tema di trovar tra via

cosa, che mai da quel ti discompagne.

L'erba onde Glauco diventò beato,

e 'l cibo de la Greca alma e famosa,

produce e dona il suo riso giocondo;

sì ch'è ben degna, o mio corriero alato,

che la tua sacra man larga e pietosa

di quella bella imago adorni il mondo.