LXXIV

By Giovanni Prati

Al fantolino, più che pèsca o mela,

piace il casotto degl´incanti, dove

un picciol mondo di figure nòve

al suo cupido e fermo occhio si svela;

né sa che dietro la dipinta tela

per fili arcani un giocolier le move,

e crede vero il finto, e in quelle prove,

in quegli atti, in que´ volti avvampa e gela.

Grandeggia quindi il fantolin con l´ora;

e nel mondo degli uomini s´aggira,

e crede vero ciò ch´è finto ancora.

Uom poi diventa, e si travaglia e stanca

pur dietro a sogni; e il dì che l´ombra ei mira

del Ver, spia sul quadrante, e il tempo manca.