LXXIX

By Ascanio Pignatelli

Corro al mio fin veloce, e già ruina

Precipitoso il viver mio fugace,

Che d' alto giel, che si distrugge, e sface,

Quasi torbido rio, cade, e declina;

Già de gli anni la fresca, e matutina

Soave età, che più diletta, e piace,

A gli oltraggi di morte esposta giace,

Come tenero fior, languida, e china:

Misera vita, a che caduco, e frale

Schermo t' appoggi, e rapida, e 'nquieta

Brev' hore aggiunger tenti al dì fatale;

Ahi posi homai chi mi ritiene, e vieta

Tranquillo stato a l' alma, et immortale,

E voli ella al suo ben libera, e lieta.